Bruxelles vuole il modulo A1 nel portafoglio digitale e un'ELA con più mezzi
La Commissione ha adottato il 15 settembre il pacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori. L'A1 del lavoratore distaccato è il primo documento a diventare digitale, un anno dopo l'entrata in vigore del regolamento. Sono proposte: mancano Parlamento e Consiglio.
La Commissione europea ha adottato il 15 settembre il pacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori: una comunicazione e cinque proposte legislative. Due toccano da vicino la vita quotidiana di chi fa trasporto internazionale.
L’A1 è il primo documento a diventare digitale
Il Pass europeo di sicurezza sociale (ESSPASS) permetterà di chiedere e ricevere documenti di sicurezza sociale interamente online, compresi la tessera europea di assicurazione malattia e il documento portatile A1 del lavoratore distaccato — quello che prova in quale Paese si versano i contributi. Attraverso il portafoglio d’identità digitale dell’UE, il conducente potrà conservarlo e mostrarlo dal telefono, e l’amministrazione che lo chiede potrà verificarlo sul momento.
Il calendario è fissato nel comunicato: la digitalizzazione è per fasi e comincia dall’A1, un anno dopo l’entrata in vigore del regolamento ESSPASS. La tessera sanitaria europea e gli altri documenti seguono entro tre anni.
La Commissione stima che la verifica transfrontaliera più rapida faccia risparmiare, in dodici anni, fino a 64 milioni di euro alle imprese, 69 milioni ai fornitori sanitari e 72 milioni alle ispezioni del lavoro, e che la firma digitale eviti fino a 277 milioni di euro di frodi.
L’ELA guadagna mezzi, non un potere ispettivo proprio
La proposta sull’Autorità europea del lavoro le dà, secondo il comunicato, la capacità di svolgere una valutazione del rischio che aiuti le ispezioni nazionali a orientare i controlli, agenti di collegamento dedicati presso le ispezioni di ciascun Paese e una procedura di mediazione semplificata per risolvere le controversie tra Stati membri. Il mandato si estende agli abusi contro lavoratori di Paesi terzi e al lavoro irregolare.
Va letto con attenzione: il testo della Commissione non crea ispezioni proprie dell’ELA né le dà, in questa proposta, accesso autonomo alle banche dati delle infrazioni nei trasporti. Quel che cambia è la capacità dell’ELA di indicare dove le ispezioni nazionali devono guardare — e l’autotrasporto è da anni tra i settori più presi di mira in quelle azioni congiunte. I miglioramenti, dice la Commissione, si vedranno solo tra il 2028 e il 2030.
Qualifiche extra-UE: da 14 mesi a 4
La direttiva sulle qualifiche dei cittadini di Paesi terzi fissa norme comuni di riconoscimento. Oggi quelle procedure durano in media 14 mesi; l’obiettivo è portarle a 4 mesi, tagliando fino alla metà i costi amministrativi di assunzione. In sette professioni con norme di formazione già armonizzate nell’UE il riconoscimento diventa automatico. Gli Stati membri mantengono il controllo su chi ammettono nel proprio territorio.
Per le professioni regolamentate dentro l’UE, il termine di riconoscimento scende da tre mesi a cinque settimane, con procedura digitale obbligatoria.
Il comunicato porta a esempio medici, infermieri, ingegneri e insegnanti. Non nomina l’autotrasporto, e la CQC del conducente resta retta dalla direttiva (UE) 2022/2561, fuori da questo pacchetto. Per le imprese che assumono fuori dall’UE l’effetto pratico sta nei mestieri di officina e di struttura, e nel principio generale di termini più brevi.
Cosa cambia oggi: nulla
Sono proposte. Producono effetti solo dopo l’adozione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio e l’entrata in vigore. Nessun conducente smette di aver bisogno dell’A1 su carta questa settimana, né può ancora mostrarlo dal telefono.
Vale la pena seguire la scadenza dell’A1: è il primo documento a essere digitalizzato ed è quello più spesso richiesto al bordo della strada a chi guida in regime di distacco. Vedi anche la guida ai tempi di guida e di riposo e i divieti per Paese.
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Fonti
- Commissione europea — comunicato IP/26/1851, 15/09/2026
- Commissione europea — pagina del pacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori
- Proposta di regolamento che istituisce il Pass europeo di sicurezza sociale (ESSPASS)
- Proposta di regolamento che rafforza l'Autorità europea del lavoro
- Proposta di direttiva sulle qualifiche dei cittadini di Paesi terzi