Francia: l’OTRE sospende la mobilitazione del 21 e 22 ottobre a Parigi, dopo la conferma ufficiale degli impegni del governo
La federazione datoriale francese che aveva convocato gli autotrasportatori a Parigi per il 21 e 22 ottobre ha sospeso l’azione il 16 ottobre, dopo che il governo ha confermato per iscritto il calo del gasolio e il pagamento degli aiuti arretrati. La sospensione è condizionata: il mancato rispetto delle scadenze riapre la possibilità di una nuova mobilitazione.
L’OTRE (Organisation des Transporteurs Routiers Européens) ha sospeso, il 16 ottobre, la mobilitazione che aveva indetto insieme alla FAI per il 21 e 22 ottobre a Parigi, di cui avevamo già segnalato il rischio di paralisi logistica totale nella regione. La decisione segue la conferma ufficiale, da parte del governo francese, degli impegni presentati in un incontro il 13 ottobre.
Cosa ha confermato il governo
- Carburante: rilascio delle riserve strategiche, con un calo annunciato fino a 18 centesimi al litro a partire dal 1° novembre 2026, per tre mesi, applicabile sia al distributore sia alla cisterna degli autotrasportatori.
- Indicizzazione del gasolio: istruzione ufficiale del Ministero dei Trasporti sull’indicizzazione del carburante nel contratto di trasporto, da pubblicare entro fine ottobre, con l’elenco delle pratiche considerate illegali (clausole “tunnel” a margine fisso, griglie fisse, livellamento trimestrale o annuale, abuso dei contratti “spot”).
- Aiuti arretrati: pagamento integrale della seconda tranche di aiuti entro fine ottobre per le domande già presentate, ed entro fine novembre per le restanti.
- Indici di riferimento: generalizzazione degli indici del Comité National Routier a tutti i contratti, con proposte legislative attese per inizio dicembre.
- Sanzioni: sostituzione delle sanzioni penali con sanzioni amministrative, fino a 90.000 euro per le persone fisiche e 450.000 euro per le persone giuridiche.
Non è una rinuncia
L’OTRE chiarisce, nel comunicato, che la sospensione è condizionata: se il governo non rispetterà una delle scadenze — fine ottobre, 1° novembre, fine novembre, inizio dicembre — i suoi organi si riuniranno di nuovo per decidere se riprendere la mobilitazione. Non c’è una conferma equivalente da parte della FAI né della FNTR, la maggiore federazione del settore, che non aveva mai aderito alla convocazione originale.
Cosa cambia per chi pianifica un percorso attraverso Parigi
Chi aveva previsto di evitare l’Île-de-France il 21 e 22 ottobre non ne ha più bisogno: non c’è blocco né manifestazione confermata per quelle date. Vale la pena continuare a seguire il calendario delle scadenze del governo: un mancato rispetto potrebbe riaprire la possibilità di una nuova convocazione prima della fine dell’anno.