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Italia: la protesta per il caro gasolio si estende a sei regioni del Sud, con picchetti su autostrade e porti

I picchetti di ieri a Caianello e Nola sono diventati, in 24 ore, una protesta in sei regioni del Sud Italia — Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata, Campania e Molise — con accessi bloccati sull'A2 e nei porti di Gioia Tauro e Palermo. Fedralog e il Comitato Trasporto Siciliano confermano la mobilitazione fino al 20 ottobre.

Redazione CP

La protesta che giovedì ha raggiunto le autostrade della Campania si è estesa, in 24 ore, a sei regioni del Sud Italia. L’avviso sul traffico è stato aggiornato con la nuova mappa dei punti coinvolti; ecco il contesto.

Cosa è cambiato da ieri

  • Campania — al picchetto di Caianello si è aggiunto Caserta Sud, entrambi sulla A1. Sulla A30, l’uscita di Nola ha chiuso per circa un’ora al mattino e quella di Nocera-Pagani nel pomeriggio, riaprendo alle 19:26.
  • Calabria — la Fedralog ha chiuso e presidiato lo svincolo di Falerna, sulla A2, e bloccato il traffico per circa due ore a Sant’Onofrio; un presidio ha colpito anche il porto di Gioia Tauro, impedendo l’ingresso e l’uscita dei camion senza fermare le operazioni delle navi. Rallentamenti sulla SS280 (Lamezia Terme), sulla SS682/SS106 (Grotteria Mare) e sulla SS18.
  • Sicilia — un presidio al porto di Palermo (molo Santa Lucia) impedisce l’uscita dei camion; un blocco puntuale sulla SS117bis, a Gela, è stato poi rimosso.
  • Puglia — circa 500 mezzi sono partiti da Costa Morena (Brindisi) lungo la SS379 verso Bari; rallentamenti sulla SS96 Bari-Altamura e a Corato; i blocchi sulla SS106 e sulla SS7, a Taranto, sono stati rimossi durante la giornata — questi ultimi legati agli ex lavoratori dell’Ilva, non alla protesta del gasolio.
  • Basilicata — un centinaio di mezzi ha bloccato l’incrocio tra la SS106 e la Fondovalle dell’Agri, a Scanzano Jonico; presidi anche sulla SS653 Sinnica e sulla Bradanica.
  • Molise — presidi a Pietracatella e sulla SS645 Fondovalle Tappino, senza blocco totale.

In nessuno di questi punti si è registrata la chiusura totale dell’autostrada: i manifestanti lasciano sempre una corsia libera per chi non aderisce, ma la carreggiata si restringe e si formano code.

Fino a quando

La Fedralog, in Calabria, e il Comitato Trasporto Siciliano confermano la mobilitazione fino alle 20 ottobre, 23:59 — lo stesso termine già previsto nell’avviso da giovedì. La Fedralog annuncia nuove manifestazioni già per oggi, 17 ottobre, con l’obiettivo di arrivare al 90% di adesione nella regione. Nelle altre regioni non c’è una data di fine confermata, ma la mobilitazione resta legata allo stesso fermo nazionale del 16-20 ottobre.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha un incontro in programma con il settore per il 27 ottobre, a Roma; vi sono indicazioni non confermate di un possibile anticipo al 20 ottobre, a Milano.

Cosa fare

Chi attraversa Campania, Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata o Molise nei prossimi giorni deve mettere in conto ritardi puntuali vicino a caselli, svincoli e porti — non chiusure totali — e valutare un percorso alternativo se disponibile. Continuiamo a seguire l’avviso sul traffico, che correggeremo se la situazione si prolunga, si allarga ulteriormente o viene revocata in anticipo.

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Fonti

ItaliaCalabriaSiciliaPugliaBasilicataCampaniaMolisescioperoottobre 2026

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